Questo virus ci ha dato un’opportunità: quella di riflettere sul valore delle relazioni, sul modo in cui interagiamo con l’altro, con noi stessi e con il mondo. Dentro e fuori le nostre comunità.
Le mascherine hanno smorzato le melodie delle nostre parole e spezzato in due metà le espressioni emozionali del nostro viso. I nostri occhi sono diventati essenziali.
Il nostro sguardo è diventato la porta d’accesso all’altro, al dialogo attento e sincero tra operatori e ospiti.
Abbiamo trascorso mesi difficili sotto tanti punti di vista. I nostri sguardi hanno imparato a incontrarsi in modo diverso da prima. Hanno visto e riconosciuto le nostre comuni fragilità e fatiche, guardato meglio il nostro essere inquilini dello stesso mondo, esplorato da dentro le “dipendenze” quotidiane che ciascuno di noi vive, accettando quelle altrui, confrontandosi con le proprie.